Musei Capitolini

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Release date: 07/20/2016

Si è tenuta oggi in Campidoglio, alla presenza della Sindaca di Roma, Virginia Raggi, dell’Amministratore Delegato di Enel Green Power, Francesco Venturini, dell’Assessore alla Crescita culturale, Luca Bergamo e del Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali, Claudio Parisi Presicce, la cerimonia di presentazione del restauro della Sala degli Imperatori dei Musei Capitolini, riaperta al pubblico dopo i lavori di recupero che hanno restituito alle pareti e alla ricca ornamentazione scultorea la sua antica regalità. L’intervento di ripristino, promosso dalla Sovrintendenza Capitolina, è stato reso possibile grazie  al sostegno di Enel Green Power,  un atto di mecenatismo culturale che prosegue e rinsalda il proficuo rapporto di collaborazione  pubblico-privato finalizzato alla valorizzazione dell’immenso patrimonio culturale di Roma.

Proprio nell’ottica della promozione a livello internazionale dei tesori capitolini, la chiusura della Sala per i lavori di restyling ha offerto l’opportunità di portare, temporaneamente, 20 busti di imperatori romani presso il Fred Jones jr. Museum of Art della University of Oklahoma, nell’ambito della mostra “Immortales”, favorendo una importante opportunità di scambio culturale in una cornice collaborativa di ampio respiro che volge, ora, lo sguardo al futuro. Tra i possibili sviluppi, infatti, di questa importante sinergia pubblico-privato finalizzata al recupero e alla valorizzazione dei siti di preminente interesse archeologico e storico-artistico di Roma Capitale, particolare rilievo assume la disponibilità di Enel Green Power a prendere parte al progetto di recupero e valorizzazione dell’area denominata Villa Caffarelli, in particolare delle aree esterne (Giardino Caffarelli e Giardino De Vico) e del restauro e ripristino delle tre Fontane.

Il restauro della Sala degli Imperatori

Il restauro ha portato a risultati inaspettati, come la scoperta di alcune dorature settecentesche e altri particolari decorativi finora sconosciuti. La riscoperta dell’originaria doratura a foglia delle baccellature e delle fuseruole hanno donato nuova luce alle cornici in stucco dei bassorilievi.

Agli intonaci è stato restituito il loro colore originario, compromesso in modo significativo dall’azione del tempo. Sono state, in particolare, restituite le tonalità adottate nel XVIII secolo, recuperando i colori azzurro-cinerino (“color dell’aria”) delle pareti e il delicato bianco avorio adottato per il partito architettonico, le lesene a decorazione vegetale, le corone a foglia di quercia. Un accurato intervento di recupero ha riguardato i sei bassorilievi antichi incastonati nelle pareti, tra cui spiccano quello raffigurante il mito di Perseo che libera Andromeda, quello con Endimione addormentato su una roccia e quello dedicato alle Ninfe. Liberati infatti dallo spesso strato di polvere e dalle incrostazioni, alleggeriti dalle pesanti  e invadenti stuccature, sono oggi apprezzabili in tutta la loro qualità formale ed estetica, confermando appieno l’ammirazione suscitata nei secoli passati  presso gli artisti e gli studiosi. Di particolare interesse la scoperta dell’integrazione settecentesca in terracotta presente nel sarcofago con combattimento dionisiaco, realizzata per completare mimeticamente la lacuna dell’originale. Di sicuro effetto anche il restauro degli otto busti sulle mensole e l’ottimale ripristino dei banconi sostenenti i ritratti imperiali, realizzati magistralmente in stucco e decorati a finto marmo.

Release date: 06/08/2016

Vite Coraggiose” è la campagna della Fondazione Bambino Gesù centrata sulla lotta alle malattie rare, ultrarare e orfane di diagnosi. I Musei in Comune di Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura sostengono questa campagna con Vite Coraggiose nell’Arte perché, anche attraverso i capolavori del nostro patrimonio artistico, si può raccontare l’importanza del coraggio nell’affrontare la vita. Quel coraggio che appartiene a tutti i bambini/pazienti del Bambino Gesù e alle loro famiglie e che li accompagna durante e dopo la degenza.
Vite coraggiose nell’arte parte sabato 11 giugno alla    Casa del Cinema con la proiezione in anteprima del video che vede la straordinaria partecipazione dell’attore Giuseppe Fiorello e del giovane Lorenzo, paziente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Lo spot, con la regia di Francesco Martinotti, prodotto da Iterfilm, ha un “testimonial” d’eccezione: la statua d’oro di Ercole dei Musei Capitolini, vero e proprio simbolo di coraggio.
    
Dall’11 giugno il video è diffuso online, nei principali musei del sistema, presso il PIT di Fiumicino, a    Technotown e alla    Casa del Cinema per sensibilizzare il pubblico alla grande attività di ricerca della Fondazione Bambino Gesù e moltiplicare le possibilità di raccolta fondi attraverso il sito    www.donaora.it.
Dopo la proiezione in anteprima del video, la giornata della     Casa del Cinema prosegue con una rassegna cinematografica dedicata al coraggio nell’arte:
•    Sala Deluxe ore 17.00    Cave Of Forgotten Dreams, di Werner Herzog, 2010, 90’
•    Sala Deluxe ore 19.00    Caravaggio di Derek Jarman, 1986, 97’
•    Sala Deluxe ore 21.00    Il Tormento e L’estasi di Carol Reed, 1965, 137’
       
Anche la    Casina di Raffaello, a pochi passi dalla Casa del Cinema, offre il suo contributo alla campagna con la sua programmazione dell’11 giugno: alle 12.30 e alle 17.30 i bambini possono ascoltare le letture ad alta voce    “Per essere bambini ci vuole coraggio”: una raccolta di storie dedicate alla forza e alle paure dei piccoli, tra mostri, streghe e gorilla
 (attività libera e gratuita con prenotazione sul posto fino ad esaurimento posti).
      
Inoltre, la campagna Vite coraggiose nell’arte si arricchirà con tante altre storie di coraggio, scelte tra le opere del sistema museale. Per scoprirle si potrà visitare il sito    www.museiincomuneroma.it e i canali social dei MiC con l’hashtag    #coraggionellarte dove saranno diffuse delle cartoline digitali delle opere scelte e dove ognuno potrà contribuire all’ampliamento della galleria, individuando nuove storie di coraggio tra i capolavori dei musei.

Guarda il Video

Comunicato

Locandina

Release date: 10/30/2015

Scegliendo il "profilo" più congeniale ad ogni visitatore: parte il 30/10/2015 la sperimentazione di CuCu3, Cultura al Cubo, l’applicazione per smartphone pensata per promuovere in maniera del tutto innovativa la fruizione del patrimonio culturale, in forma ludica e pro-attiva.
La sperimentazione è promossa dall’Assessorato alla Cultura e allo Sport di Roma – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali che, con la Direzione scientifica del Museo, ha sostenuto il progetto e fornito la necessaria documentazione e  consulenza scientifica.
CuCu3 è uno strumento che permette al visitatore di interagire con lo spazio e con le opere esposte facendo del “contenitore” e del “contenuto” un’unica esperienza culturale. Utilizzando la tecnologia beacon-bluetooth, l’APP CuCu3 riconosce la presenza del visitatore anche negli spazi interni e invia dei contenuti specifici in base al profilo scelto. Tre i profili disponibili, “Sognatore” per animi artistici e fantasiosi, “Esploratore” per chi ama vivere esperienze coinvolgenti, “Intenditore” per chi vuole scoprire curiosità e aspetti inediti.
Attraverso le interazioni e i contributi di AR (augmented reality), il visitatore potrà produrre contenuti originali e, alla fine dell’esperienza, comporre una cartolina digitale, da condividere sui social network incentivando una promozione virale del bene visitato.
Grazie all’accordo con i Musei Capitolini, la fase sperimentale sarà avviata nella meravigliosa Sala del Galata Morente di Palazzo Nuovo prima di essere estesa in altre sei sale fino a definire un percorso esperienziale e coinvolgente in uno dei siti culturali più suggestivi di Roma.
"Ancora un'esperienza innovativa per i nostri Musei capitolini  - commenta l'Assessore alla Cultura e allo Sport Giovanna Marinelli - che grazie a questa nuova APP diventeranno ancora più vicini al pubblico giovane che stiamo cercando di catalizzare verso le nostre bellezze e ricchezze. Le nuove tecnologie sono il futuro e non dobbiamo smettere di investirci per permettere così di compiere percorsi emozionali e formativi per i visitatori".
Attraverso la personalizzazione dell’esperienza culturale, CuCu3 coinvolgerà un pubblico giovane e interessato ad effettuare un percorso fuori dagli schemi, svincolato dagli itinerari esplicitamente didattici tramite uno strumento friendly e di facile utilizzo.
L’APP CuCu3 nasce dalla collaborazione tra l’impresa Superelectric srl, che da anni opera nello sviluppo di prodotti ad elevata tecnologia in ambito multimedia, l’architetto Elisa Janani, creatrice dell’APP e il partner culturale Open City Roma, promotrice dell’evento annuale di architettura Open House Roma.
Il progetto è risultato primo classificato dell’Avviso Pubblico POR FESR LAZIO 2007-2013 - ASSE 1.7 - “CREATIVI DIGITALI – SVILUPPO DI IDEE PROGETTO PER UNA FRUIZIONE INNOVATIVA DEI CONTENUTI CULTURALI - CULTURA FUTURA”, promossa da Lazio Innova per la Regione Lazio.

Per maggiori informazioni:    www.cucu3.it

Release date: 11/11/2014

Ignazio Roberto Marino, Mayor of Rome, has signed today with Francesco Starace, CEO and General Manager of Enel, a Memorandum of Understanding that will extend the agreement to develop the cultural programme "The Hidden Treasure of Rome", signed in May 2014 by Enel Green Power (EGP) and the City of Rome, to the entire Enel Group.

The ceremony, held in Rome's Piazza del Campidoglio, was also attended by the City of Rome's Councillor for Culture, Giovanna Marinelli, the Cultural Heritage Capitoline Superintendent, Claudio Parisi Presicce and the CEO of EGP, Francesco Venturini.

"The Hidden Treasure of Rome" represents the very first agreement making it possible for researchers from around the world to access the entire collection of works from the Ancient Rome that in the past were only partially studied.

For over a century, hundreds of thousands of historical artefacts dating back to before the founding of Rome have been carefully preserved in more than a thousand crates at the Municipal Antiquarium of the Capitoline Museums. These artefacts have also been exceptionally exhibited in the past, without being properly studied.

Thanks to this agreement, artefacts never documented before will be liberated from storage, allowing them to be taken overseas and, for the first time, studied and analysed by the world's most high-profile universities and museums selected by the Capitoline Superintendence. Once the artefacts have been thoroughly examined and catalogued they will be returned to Rome, ready to be displayed in major exhibits.

The project was launched in May 2014 with Enel Green Power and has already enabled 249 black-gloss ceramic artefacts, part of the hall V collection of the old Antiquarium Complex of Parco del Celio, to be taken to Missouri University in the USA, which has set up a special research and study programme run under the supervision of the Capitoline Museum curators.

Projects with other major US universities with the aim of replicating this model are currently at their definition stage.

In the coming years the project will be extended even further with the involvement of the entire Enel Group, thanks to its presence in 30 countries.

A great many of the world's leading museums and university archaeology and art history departments will be involved, to help devise targeted study and research programmes for these treasures, as well as promoting them with exhibitions and other events.

Enel Green Power will also be sponsoring the restoration work on the Hall of Emperors in the Capitoline Museums' Palazzo Nuovo.

The new Memorandum of Understanding confirms the Enel Group's commitment to support the proposals made by the curators of the Capitoline Museums for the restoration and highlighting of sites of archaeological interest such as the Antiquarium complex, in the Parco del Celio, which has been closed since 1939.

Release date: 07/24/2014

Visita la mostra virtuale

Una mostra virtuale che ripropone un tema già trattato nel 2009 presso i Musei Capitolini ma più che mai di grande attualità per la città di Roma: la nascita di via dei Fori Imperiali.
Com’era la città prima della costruzione del nuovo asse viario, oggi famosa passeggiata dei romani?

Release date: 07/03/2014

Due prestigiose opere arricchiscono, dal 1 luglio, la Sala del Medioevo, al primo piano di Palazzo dei Conservatori ai Musei Capitolini: lo Stendardo di San Giorgio e l’affresco staccato della Madonna con Bambino. La Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali realizza così la prima musealizzazione delle due opere, oggi inserite all’interno del percorso dei Musei Capitolini e in precedenza esposte in spazi che non ne permettevano la fruizione al pubblico. “Due capolavori – ha dichiarato il sovrintendente capitolino ai Beni Culturali Claudio Parisi Presicce - finalmente resi visibili al pubblico grazie al finanziamento privato che, da qualche anno, supporta il Museo nelle sue attività di promozione e di valorizzazione”. “Lo Stendardo di San Giorgio – ha spiegato il sovrintendente -  ha un significato storico, legato ai rapporti tra Roma e il Vaticano, perché arrivato in Campidoglio grazie alla donazione di Paolo VI nel 1966 in occasione della sua visita, la prima da parte di un Papa al Campidoglio dopo la firma dei Patti Lateranensi”. 

Il restauro dello Stendardo (che misura 420 cm x 280 cm ed era esposto in Palazzo Senatorio nella Sala delle Bandiere) è stato curato dall’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma, senza spese per l’Amministrazione, fatta eccezione per il trasporto dell’opera. La vetrina che lo contiene, appositamente studiata per la sua conservazione, è stata realizzata nel 2014 dalla ditta Goppion grazie a una elargizione liberale da parte del giornale giapponese ‘The Mainichi Newspapers’. L’Amministrazione ha avuto il solo onere relativo al nuovo telaio mentre le operazioni del trasferimento dal vecchio al nuovo telaio sono state eseguite dalle restauratrici dell’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro senza oneri di spesa e con l’aiuto del personale dell’area conservazione di Zètema Progetto Cultura.

L’affresco staccato della Madonna con Bambino era esposto dal 1949 nell’aula Giulio Cesare, a circa 10 metri da terra sulla parete breve dell’Aula di Giulio Cesare, sopra l’omonima statua. Nel 2012, per motivi di conservazione e temendo la possibilità del collasso del supporto, si è deciso di rimuoverlo e di restaurarlo. Il restauro è stato realizzato dalla CBC Conservazione Beni Culturali, tra settembre 2012 e gennaio 2013, finanziato con i fondi per la messa a reddito e la valorizzazione di Sovrintendenza. Il nuovo supporto per l’esposizione dell’affresco nella sala è stato realizzato nel maggio 2014 da Articolarte, su progetto degli architetti Francesco Stefanori e Lucia Pierlorenzi mentre l’apparato didattico è stato rinnovato da Artiser. Anche i finanziamenti per il nuovo supporto e per l’apparato didattico provengono da fondi per la messa a reddito e la valorizzazione del patrimonio della Sovrintendenza.

Le due opere vanno a integrare e completare il rinnovamento che ha riguardato la Sala del Medioevo nel 2009, quando i suoi ambienti sono stati restaurati e arricchiti con la Statua di Carlo d’Angiò di Arnolfo di Cambio.

La Sala occupa uno dei tre ambienti edificati sopra il portico interno del Palazzo dei Conservatori tra il 1570 e il 1572. L’architetto Giacomo della Porta ne curò i lavori nell’ambito degli interventi di rinnovamento dell’edificio, iniziati a partire dal 1563 su progetto di Michelangelo. Sul portale di accesso della sala si conserva l’iscrizione “SCRIPTURARUM PUBLICARUM CUSTODIA”, in riferimento alla sua originale destinazione d’uso come archivio delle scritture pubbliche del Popolo Romano. La volta è stata dipinta a tempera nella seconda metà dell’Ottocento con temi decorativi ispirati alle ceramiche greche ed etrusche della collezione Castellani, acquisita in quegli anni dal Museo. 

Lo Stendardo di San Giorgio 

Lo Stendardo di San Giorgio, datato alla fine del Duecento, è il più antico esemplare di bandiera realizzata in seta e cuoio noto in Italia. Conservato originariamente a Roma nella Basilica di San Giorgio al Velabro, dove nell’VIII secolo papa Zaccaria aveva destinato la reliquia del cranio del Santo, veniva appeso a un’asta orizzontale ed esposto nelle processioni civili e religiose che scandivano i momenti salienti della vita della città. Lo stendardo, probabilmente commissionato da Jacopo Caetani Stefaneschi (Roma 1270 circa - Avignone 1343), cardinale titolare della basilica di San Giorgio al Velabro dal 1295 al 1301, è realizzato in sottile seta rossa e ornato con ricami ed elementi applicati in cuoio argentato, dorato e dipinto, conserva tracce della raffigurazione dell’episodio più famoso della vita di San Giorgio, tratto dalla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine della metà del Duecento: l’uccisione del drago e la liberazione della principessa. Nella parte superiore si sono potuti ricostruire alcuni elementi originali della scena: San Giorgio a cavallo atterra e trafigge con una lunga lancia un drago alato al cospetto della principessa, mentre in lontananza, tra i merli delle torri di un castello stilizzato, si affacciano i genitori della fanciulla che assistono alla scena. In alto, al centro, corre l’iscrizione in lettere capitali gotiche: “S(anctus) Geor(g)ius”, mentre l’orlo inferiore termina con lunghe strisce rettangolari, o “code”, orlate di vari colori. La raffinata manifattura delle figure sul fondo di seta rossa, realizzate con inserti in seta di diverso colore, consentiva in origine la visione della scena da entrambi i lati. Trasferito ai primi del Novecento dal Velabro al Vaticano, lo Stendardo è giunto a noi grazie al delicato restauro cui fu sottoposto presso i Musei Vaticani nel 1934. Il prezioso cimelio fu donato al Comune di Roma nel 1966 da Papa Paolo VI, in occasione della sua visita ufficiale in Campidoglio. Nel 1992 è stato affidato all’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro di Roma per un complesso intervento di restauro.

L’affresco staccato della Madonna con il Bambino in trono

Ne la Madonna con il bambino in trono, affresco della fine del XV secolo - inizio del XVI secolo realizzato dai collaboratori della Bottega di Antoniazzo Romano, la Madonna è raffigurata nella tradizionale iconografia di “Madre di Dio”. Seduta su uno scranno marmoreo, regge sul ginocchio sinistro il Bambino nella posa del “Salvator Mundi” (Salvatore del mondo): vestito di una lunga tunica, regge nella mano sinistra il globo, simbolo del dominio universale, mentre la mano destra è sollevata in atto benedicente. La particolare solennità di questa iconografia suggerisce che l’affresco sia stato eseguito per un committente che desidera mettere in evidenza la regalità universale di Cristo. L’opera è stata originariamente staccata dalla sede originaria – forse una chiesa – probabilmente alla fine del secolo XIX. Lo stile sembra rimandare alla bottega di Antoniazzo Romano, l’artista che negli ultimi decenni del Quattrocento diffonde a Roma il linguaggio pittorico del Rinascimento toscano: in questo affresco si notano – soprattutto nella particolare dolcezza del viso di Maria – diversi punti di contatto con la pittura umbra di fine Quattrocento, molto apprezzata a Roma (si pensi ad esempio agli affreschi di Pinturicchio nella cappella Bufalini della chiesa dell’Aracoeli).   

Release date: 06/24/2014

Special audio guides for children and their families at the Capitoline Museums.

Finally, a service especially designed for "young visitors". The great emperor Marcus Aurelius, with his cute and witty steed called Lampo, will welcome children in the Museum. Riding through the halls, telling  jokes, stories, and sharing moments of inspiration and emotion, children will rise to the challenge that is offered to them, "Are you ready to become a true emperor?"

Available from June 25, 2014 in Italian and English at a cost of € 4,00 (Recommended age: 6-12 years)

Release date: 06/11/2014

A due anni dall’ingresso dei Musei Capitolini nel Google Art Project, il Sistema Musei Civici di Roma Capitale Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali (gestione servizi museali di Zètema Progetto Cultura) aderisce con 14 nuove sedi museali alla piattaforma sviluppata dal Google Cultural Institute per promuovere la conoscenza dei più importanti musei del mondo: Google Art Project.

Google Art Project ospita ora 15 siti musealie archeologici del Sistema Musei Civici di Roma, valorizzando le specificità di ognuno:    Musei Capitolini,    Centrale Montemartini,    Mercati di Traiano,    Museo dell'Ara Pacis,    Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco,    Museo della Civiltà Romana,    Museo delle Mura,    Museo di Roma,    Museo Napoleonico,    Casa Museo Alberto Moravia,    Galleria d'Arte Moderna,    Museo Carlo Bilotti,    Museo Pietro Canonica,    Museo di Roma in Trastevere,    Musei di Villa Torlonia.

Dopo    l’Annunciazione di Garofalo dei Musei Capitolini, 7 nuove opere sono state fotografate e caricate online ingigapixel dando la possibilità di osservare ad altissima definizione - con circa 7 miliardi di pixel a disposizione - dettagli impossibili da vedere ad occhio nudo: i doni offerti dal defunto rappresentati nella lunga iscrizione in geroglifico nella    Stele del Dignitario Nefer (Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco); i frammenti di colore sui tasselli del    Mosaico con scene di caccia da Santa Bibiana (Centrale Montemartini); i volti degli spettatori e i fantastici costumi per il    Carosello a Palazzo Barberini in onore di Cristina di Svezia (Museo di Roma); i particolari dell’abito e dei gioielli indossati da    Elisa Bonaparte Baciocchi con la figlia Napoleona Elisa (Museo Napoleonico); le pennellate infuocate di rosso nel    Cardinal Decano di Scipione; lo sguardo scettico e partecipe di    Alberto Moravia nel ritratto di Guttuso (Casa Museo Alberto Moravia) e, infine, le tonalità pietrificate dell’olio di de Chirico    Archeologi misteriosi (Museo Carlo Bilotti).

Su    www.google.com/artproject 15 gallery fotografiche, per un totale di 800 immagini, raccolgono le opere più significative delle singole collezioni museali di Roma. Un immenso patrimonio che potrà essere utilizzato da studenti, turisti e semplici curiosi, desiderosi di navigare tra i capolavori dei musei romani, ma anche di scoprirne i tesori più nascosti.

Al Galata morente o ai dipinti di Guercino, Caravaggio e Rubens dei Musei Capitolini si aggiungono ora le antiche sculture ospitate dalla Centrale Montemartini; i capolavori di Mafai, Afro e Balla della Galleria d’Arte Moderna di Roma Capitale; i reperti risalenti all’età augustea, flavia e traianea dei Mercati di Traiano; le opere di de Chirico, il Warhol e il Rivers del MuseoBilotti; il plastico di Roma del Museo della Civiltà Romana; le opere di Caffi e Batoni del Museo di Roma e, ancora, i reperti di arte egizia, cipriota, greca, romana e le preziose lastre assire del Museo Barracco; le opere d’arte e i cimeli legati alla famiglia Bonaparte del MuseoNapoleonico; marmi, bozzetti e studi del Museo Canonica e, infine, le opere ospitate dai Musei Villa Torlonia, da Casa Moravia, dal Museo delle Mura, dal Museodell’Ara Pacis e dal MuseodiRoma in Trastevere.

Infine, da oggi è possibile visitare virtualmente le sale di 12 musei del sistema grazie alla tecnologia Street View che consente di muoversi a 360° e avvicinarsi alle opere, approfondendole con le schede di dettaglio.

Google Art Project, parte di Google Cultural Institute, è una piattaforma online attraverso cui il pubblico di tutto il mondo può accedere a immagini ad alta risoluzione delle opere d'arte più importanti messe a disposizione dai musei partner dell'iniziativa, con l’obiettivo di “democratizzare” l'accesso alla cultura e promuovere la sua conservazione per le generazioni future.

Il progetto, lanciato a febbraio 2011 in collaborazione con 17 musei conta oggi oltre 63.000 opere e 345 partner e il numero è destinato a crescere.

Su    www.google.com/artproject i visitatori della piattaforma possono sfogliare le opere in base a: nome dell'artista, titolo illustrativo, tipo di arte, museo, paese, collezioni, e periodo temporale. Facebook, Twitter, Google+ e video sono integrati nella piattaforma, consentendo agli utenti di invitare i loro amici a vedere e discutere le loro opere preferite. Tra le altre funzioni a disposizione degli utenti, ‘Le mie Gallerie” permette di salvare viste specifiche delle opere d'arte selezionate e di costruire la propria galleria personale. I commenti possono essere aggiunti a ogni dipinto e l'intera galleria può essere condivisa con gli amici. Inoltre, la funzione 'Confronta’ consente di esaminare due opere d'arte “fianco a fianco” nella stessa schermata, per vedere più da vicino come lo stile di un artista si è evoluto nel tempo, collegare le tendenze artistiche, o osservare in profondità due particolari di un’opera.

Google Art Project si qualifica quindi come un tool digitale che permette agli utenti collegati da ogni parte del mondo di avvicinarsi alle opere d’arte, ai reperti storici e ai manufatti artistici, con un semplice “click”, scoprendone i dettagli più nascosti.

In Italia, tra i musei partner, le Gallerie degli Uffizi (anche con Street View), Palazzo Vecchio, Firenze, i Musei Capitolini, il Museo Poldi Pezzoli e il Museo Diocesano di Milano, il Museo Archeologico di Ferrara, i Musei di Strada Nuova di Genova, la Fondazione Musei Senesi, la Venaria Reale (anche con Street View) di Torino e, a Venezia, ben 6 musei della Fondazione Musei Civici di Venezia - Palazzo Ducale, Museo Correr, Ca’ Rezzonico, Ca’ Pesaro, Palazzo Mocenigo e Museo del Vetro di Murano - oltre a Palazzo Grassi (anche con Street View).

Sistema Musei Civici di Roma Capitale Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali (gestione servizi museali di Zètema Progetto Cultura).

Release date: 04/03/2012

Google has announced that Google Art Project has seen a major expansion, now featuring 151 museums in 40 countries. The Capitoline Museums in Rome will be the only new Italian museum to join the project. Thanks to Google Art Project art lovers will discover paintings, but also sculptures, street art works and photographs.

Release date: 08/02/2010

The Virtual Tour of the Capitoline Museums – a Zètema Progetto Cultura production developed by HQuadro using the immersive virtual reality technology – is fully interactive and multimedia, and employs sophisticated processing techniques and photo-montage. Take a virtual walk into the halls of the museum. Use your mouse for a 360-degree view, up and down and zoom in to see works of art in detail: sculptures, paintings, architectural details, facings, ceilings and floors.
This high resolution Virtual Tour can also be played in full screen mode.
A total of 45 areas were surveyed for 71 different hot spots (points of view).
The multimedia section contains a photo gallery and an audio and video guide of the room.
Use the interactive maps and the drop-down menu to move around the museum.
All contents of the Virtual Tour have been provided by the direction of the Capitoline Museums in order to enhance the user's experience.

Scientific committee: Civic Museums Network – Rome Department of Cultural Affairs and Communication – Superintendent of Cultural Heritage of the City of Rome.

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