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Release date: 03/24/2014

La Statua del "Galata morente" è tornata (20 marzo) ai Musei Capitolini dopo un periodo di tre mesi in esposizione alla "Rotunda" della National Gallery of Art di Washington. Ad accogliere il capolavoro capitolino, sulla Piazza del Campidoglio, l’Assessore alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica, Flavia Barca, e il Sovrintendente Capitolino, Claudio Parisi Presicce, che hanno sottolineato l'importanza di questo tipo di scambi culturali. Il prestito, di altissimo valore, è stato reso possibile grazie ad uno scambio tra Istituzioni all’interno del progetto Dream of Rome che ha portato a Roma, come unica tappa europea all’Ara Pacis la mostra “Gemme dell’Impressionismo-Dipinti della National Gallery of Art di Washington”. 
 “Sono stati 700 mila i visitatori del Galata a Washington. Un vero successo di pubblico - ha dichiarato l’Assessore alla Cultura Flavia Barca - che dimostra l'elevato valore di questi scambi internazionali che vanno sempre di più favoriti e promossi. Il prestito temporaneo del Galata ha permesso di ospitare al Museo dell’Ara Pacis una settantina di capolavori provenienti dal nucleo fondante della National Gallery of Art di Washington nell’unica tappa europea della mostra “Gemme dell’Impressionismo”. Una operazione
 culturale  che ha anche generato, con i suoi 120.000 visitatori,  un rilevantissimo aumento di introiti per la Sovrintendenza. Attraverso queste operazioni - ha sottolineato l'assessore Barca - Roma rafforza ed accresce in maniera sempre più incisiva il proprio ruolo di Capitale della cultura e della bellezza”.
 Il Galata
 La statua del Galata morente è una delle opere più celebri e visitate delle collezioni dei Musei Capitolini. Rinvenuta a Roma nell’area di Villa Ludovisi, presso Via Veneto, probabilmente tra il 1621 e il 1623, la scultura fu acquistata nel 1737 da Papa Clemente XII per il Museo Capitolino (il Palazzo Nuovo).
 L’opera era parte di un ciclo decorativo che comprendeva anche la statua del Galata suicida oggi conservata al Museo Nazionale Romano– Palazzo Altemps, posto all’interno del santuario di Athena a Pergamo per commemorare la vittoria del re di Pergamo sui Galli.
 Gli studiosi a tutt’oggi discutono se si tratti degli originali o se le statue siano state elaborate, in età romana, sulla base dei modelli di età ellenistica (III secolo a.C.) La statua indossa un collare tipico dei guerrieri celti. La sua espressione è colta nell’attimo che precede immediatamente il suo momento finale, il volto contratto nella sofferenza dovuta alla ferita mortale al petto. La scultura incarna il coraggio nella sconfitta, l’autocontrollo al cospetto della morte, una profonda e commovente celebrazione dello spirito umano.

Release date: 01/13/2014

Il Galata morente, una delle opere più celebri e visitate delle collezioni dei Musei Capitolini, sta riscuotendo uno straordinario successo di pubblico alla    National Gallery of Art di Washington, dove rimarrà in esposizione fino al 16 marzo prossimo.

Sono letteralmente diverse migliaia i visitatori americani che ogni giorno affollano la “Rotunda” del museo federale americano per ammirare lo splendido guerriero immortalato nel marmo nell’attimo che precede immediatamente il suo momento finale, il volto contratto nella sofferenza dovuta alla  ferita mortale al petto.

L’esposizione del Galata capitolino a Washington rientra nell’ambito dell’importante programma di interscambio culturale tra Roma e gli Stati Uniti, “The Dream of Rome” e  suggella l’iniziativa “2013 – The Year of Italian Culture in the U.S”., promossa con il patrocinio del Presidente della Repubblica ed organizzata dal ministero degli Affari Esteri e dall’Ambasciata italiana a Washington in collaborazione con la Sovrintendenza Capitolina.

 “The Dream of Rome”, nato nel 2011 dalla stretta collaborazione tra il Sindaco di Roma e l’Ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti d’America, è un rilevante progetto culturale per la promozione di Roma nel continente americano, fondato sulla consapevolezza del forte ed antico legame esistente tra la popolazione americana e l’Italia, dimostrato dal fatto che ogni anno la città di Roma ospita un numero molto alto di cittadini nordamericani, pari al 35% dell’intero volume delle presenze turistiche internazionali in città.

Diversi e di assoluto rilievo gli eventi espositivi ad oggi organizzati nell’ambito di questo progetto presso prestigiosi musei di importanti città statunitensi; opere di altissima notorietà e pregio, mai prima esposte al di fuori di Roma, sono state visitate e ammirate oltreoceano.

Il principale obiettivo, realizzato e da perseguire ulteriormente, è quello di raggiungere con ognuno dei musei statunitensi coinvolti nel programma un accordo pluriennale inedito ed originale di collaborazione culturale e scientifica a lungo termine, basato sulle reciproche specificità e caratteristiche, accordi finalizzati  alla formazione ed emersione delle eccellenze nel campo della conservazione e dell’applicazione delle più avanzate tecnologie conservative.

Il programma ha avuto il suo esordio alla National Gallery of Art di Washington con una mostra sulla “Venere Capitolina”; è stata poi la volta dell’esposizione del “Busto di Medusa” presso il Fine Arts Museum di San Francisco;  al Getty Villa Museum di Malibu (Los Angeles) ha fatto splendida mostra di se il gruppo scultoreo del “Leone che azzanna il cavallo”; il “Bruto Capitolino” è stato al Museum of Fine Arts di Boston, mentre il “Fauno in marmo rosso antico” è stato esposto al Nelson-Atkins Museum di Kansas City.

“Last but not least” il Galata capitolino, dal 12 dicembre scorso è a Washington, dove rimarrà ad entusiasmare il pubblico statunitense fino al 16 marzo prossimo.

Release date: 01/09/2014

L’attività di monitoraggio dello stato di conservazione delle opere delle collezioni capitoline ha evidenziato la necessità di intervenire su quattro sculture poste a coronamento della balaustra del Palazzo dei Conservatori. Il restauro interesserà le prime quattro statue in facciata, partendo dall’angolo verso il palazzo Senatorio. Si tratta di sculture antiche con restauri d’integrazione, identificate come: Genio, Marte, Diana con ritratto di Adriano ed Eracle. Provenienti dalle collezioni del Belvedere Vaticano, furono donate al Popolo Romano da Papa Pio V nel 1566 e poi collocate sulla balaustra dell’attico del palazzo tra il 1584 e il 1586. Largamente restaurate nella seconda metà del Cinquecento ed esposte all’aperto, versano in serie condizioni di degrado.
I lavori, promossi dalla Sovrintendenza ai Beni Culturali di Roma Capitale con la collaborazione della Socieà Zètema, sono affidati al restauratore Stefano Lanuti, della Ditta Angelucci s.n.c.
Il restauro prenderà avvio in gennaio e sarà completato entro il mese di febbraio 2014.

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